Archivio

9.9.07. Alberi sul tetto per una vita migliore
8.11.06. Un mese per osservare
8.10.06. La modestia nei rapporti col vicinato
8.9.06. L’attrazione nasce in casa
20.7.06. La saggezza dell’acqua
29.6.06. Il cielo in una stanza
24.5.06. La soglia di casa
17.5.06. Con le spalle coperte
12.4.06. Fare spazio al vuoto
10.3.06. Un anno di stabilità
31.1.06. Al riparo dai pericoli
6.12.05. La casa che suona
10.10.05. I nodi di Hartmann
17.9.05. Geobiologia, l'energia della terra
17.7.05. Biourbanistica, quartieri di vita sana
15.6.05. Anche in pianura si può vivere
19.5.05. Torri ecologiche... quasi gemelle
18.5.05. Alla ricerca dei materiali perduti...
20.4.05. L'acqua è bene farsela amica
20.4.05. Più metri alla bioedilizia

 

L'acqua è bene farsela amica

Feng, al riparo dei venti costanti. Shui, cioè in presenza di acqua. Questa l’essenza del Feng Shui. L’acqua è una forza che bisogna conoscere bene, per portare armonia nelle nostre case...

Nel Feng Shui il secondo ideogramma significa acqua. L’arte cinese della perfetta collocazione pone l’acqua come elemento fondamentale per la modifica del paesaggio. Sin dall’antichità l’uomo ha costruito la sua civiltà vicino a grandi fiumi che con movimento sinuoso allungavano le spire del benessere lungo dolci anse. Se osserviamo l’ideogramma inciso sulle ossa oracolari, la più antica forma di scrittura cinese, notiamo che l’elemento fondamentale è una linea serpentina che si muove dall’alto verso il basso formando una specie di "esse". L’acqua è il veicolo per trasportare l’energia, il Ch’i. Come energia del Cielo, permette di collegare alto e basso. L’elemento del paesaggio che, pur essendo inconsistente, fluida e adattabile, modella le montagne.

Nell’ideogramma cinese ci sono quattro linee parallele a quella centrale che vengono interpretate come “spruzzi”. Un torrente di montagna, un’immagine presente nella pittura orientale come icona della vitalità, l’elemento frizzante che nutre le forze giovani e robuste. Una così specifica definizione dell’acqua nasconde il significato di una forza che si spezza in gocce, perché il suo movimento è dispersivo, è forte e giovane: tutte definizioni di movimento, di crescita. Una definizione yang. L’ideogramma oracolare somiglia anche al trigramma dell’acqua, linea spezzata in basso, linea continua al centro, linea spezzata in alto. L’unica cosa che li distingue è l’accenno ad un movimento sinuoso al centro, come l’ansa di un fiume, che scorre lento, un movimento yin.
Il fascino degli ideogrammi cinesi su ossa oracolari è il fatto che essi abbiano vita propria. Nel momento in cui le analizziamo esse si raccontano anche come l’energia si rende evidente: una linea intera tra due linee spezzate indicano una pronunciata instabilità di una forza yang tra due forze yin. Il trigramma significa pericolo, una grande massa di acqua, ghiaccio, neve, vapore porta con sé l’instabilità delle tempeste, tsunami, inondazioni, nebbie e la pericolosità di trovarsi in queste situazioni. Sono le forze primigenie che le prime civiltà hanno dovuto comprendere e interpretare per poterle arginare. Le prime forme di regolazione del territorio e dell’habitat umano, in effetti, riguardano la regimazione delle acque.
L’imperatore Fu Hsi, leggendario re-sacerdote dell’antichità cinese, padre delle arti divinatorie, è autore di un trattato, ormai perduto, sulla regimazione dei fiumi, che permise il grande sviluppo dell’agricoltura nelle immense pianure cinesi.
Al centro del principio di regimazione stava il concetto che le acque che si muovevano sinuosamente, lentamente, creavano le condizioni per lo sviluppo della vita, mentre le acque che correvano veloci e diritte la disperdevano, creando pericolo. Le acque del grande fiume venivano disperse in mille canali paralleli, ricchi di anse e incurvamenti, laghi, vasche di esondazione, intorno a colline artificiali, in modo che la forza eccessiva venisse dispersa e rallentata.

L’Università di Padova anni fa promosse dei progetti pilota per modificare il tracciato dei canali veneti, spezzando con incurvature le linee diritte, creando delle anse artificiali. Queste idee che sono patrimonio attualmente della più moderna ingegneria ambientale, furono ispirate dalla riscoperta delle tecniche cinesi del Feng Shui nella regimazione delle acque operata dal prof. Stefano Parancola. Si riscontrò nelle acque di uscita una minore eutrofizzazione delle acque, una maggiore ossigenazione, l’assenza di batteri nocivi. La spiegazione scientifica metteva in rapporto l’illuminazione solare, meccanica dei fluidi, conservazione dell’energia a temperature variabili, sviluppi caotici. La spiegazione Feng Shui si basa semplicemente sull’osservazione della natura, nel copiare un paesaggio che produce benessere e analizzando ciò che disperde la vitalità.
Osservando i grandi fiumi cinesi nacque anche l’idea che la vitalità fosse qualcosa che le acque trasportavano e depositavano nelle anse accumulandosi al centro dell’arco di curvatura. Questa vitalità la chiamarono Ch’i, vapori, energia e l’accumulo Hsué, il profondo insondabile, il punto che nel simbolo del Tao trasforma yin in yang, il punto di incontro tra la tigre e il drago.
La spiegazione Feng Shui sottolinea il fatto che in presenza di acqua c’è la vita. Per questa ragione nei ristoranti cinesi, simbolicamente viene rappresentata l’acqua sotto forma di acquari, vasche, statuine di pesci: l’acqua rappresenta la base per la vitalità e viene associata anche alla sessualità, in particolar modo a quella femminile.


L'acqua nelle nostre case

Nell’arredamento Feng Shui e nell’arte del paesaggio la presenza dell’acqua è indispensabile. Si può partire con una semplice ciotola e posizionarla sul tavolo della cucina. Questo accorgimento migliora i cibi, può aumentare gli ospiti, rende più calme le conversazioni. L’acqua della ciotola può essere cambiata ogni mattina, facendo scorrere un po’ l’acqua del rubinetto per energizzarla, oppure potete utilizzare acqua piovana. Potete aggiungere tre pizzichi di sale per purificarla, recitando un mantra o una preghiera per renderla più spirituale, altri usano segni nell’aria. Non bisogna dimenticare le scoperte dell’omeopatia sulla “memoria” dell’acqua, sul fatto che a livello “vibrazionale” l’acqua assorbe facilmente ogni tipo di onda che in qualche modo registra nella configurazione (cluster) di molecole, trasporta e trasmette ad altri gruppi di molecole. Per questo eviterei di utilizzare le famose “acque di luce”: la loro forza di guarigione è talmente elevata che la più piccola deviazione e dispersione attira guai altrettanto elevati: l’acqua di Lourdes, Medjugorie, delle fonti del Gange, sono acque curative molto potenti e vanno utilizzate con molta attenzione.
Una fontana d’appartamento nell’ingresso favorisce gli scambi con l’esterno. Collocata a sud-est del soggiorno la fontana inizia ad essere più orientata ad un cambiamento. Le fontane d’appartamento, con rocce, piante, acqua che gorgoglia attraverso un cristallo, simboleggiano l’acqua yang, l’acqua vitale del Ch’i, l’acqua che nutre il legno yin del sud est, una combinazione molto favorevole per la crescita, la salute, la prosperità.
All’esterno la direzione più favorevole è il sud: un laghetto, o un fiumiciattolo che scorre a sud della casa, è di buon auspicio per le fortune degli abitanti. La forza del Cielo si esprime a sud, e l’acqua è lì a raccoglierla, l’accumula, e la fa muovere lentamente. La direzione del movimento dello zampillo deve essere verso l’ingresso della casa, mentre il fiumiciattolo deve andare verso sud- est con un movimento sinuoso.
Introdurre l’acqua negli interni e nel paesaggio esprime sempre un desiderio di maggiore forza e vitalità. E’ instabile e difficile da gestire se non si applicano i principi di accordo con la sua natura. La sua presenza denota sempre una certa vivacità o interesse ad una vita più dinamica e attiva. Il Feng Shui utilizza l’acqua come una sorta di agopuntura, per dinamizzare delle parti, come il centro della casa ad esempio, che sono spesso sottovalutate. Dopo uno “space clearing”, se vi sono zone che accumulano facilmente nuovo disordine, potete cercare di regolarle con una ciotola d’acqua, fiori e candele. L’acqua purificata al sole, come insegna la cromoterapia, ovvero esposta alla luce solare diretta per due o più ore, può essere un ottimo energizzante: se spruzzata con un petalo di fiore verso le zone più oscure, come gli angoli bui, oppure raccolta in una ciotola e posizionata dove vogliamo regolare l’ambiente, l’acqua “solarizzata” sembra che trasmetta anche un po’ di luce in più.