Archivio

9.9.07. Alberi sul tetto per una vita migliore
8.11.06. Un mese per osservare
8.10.06. La modestia nei rapporti col vicinato
8.9.06. L’attrazione nasce in casa
20.7.06. La saggezza dell’acqua
29.6.06. Il cielo in una stanza
24.5.06. La soglia di casa
17.5.06. Con le spalle coperte
12.4.06. Fare spazio al vuoto
10.3.06. Un anno di stabilità
31.1.06. Al riparo dai pericoli
6.12.05. La casa che suona
10.10.05. I nodi di Hartmann
17.9.05. Geobiologia, l'energia della terra
17.7.05. Biourbanistica, quartieri di vita sana
15.6.05. Anche in pianura si può vivere
19.5.05. Torri ecologiche... quasi gemelle
18.5.05. Alla ricerca dei materiali perduti...
20.4.05. L'acqua è bene farsela amica
20.4.05. Più metri alla bioedilizia

 

Alberi sul tetto per una vita migliore

Un uomo sciocco non vede lo stesso albero che vede un uomo saggio.
William Blake

Babilonia già nel 600 a.C. aveva i suoi giardini pensili, considerati una delle Sette Meraviglie del mondo.
In Italia per tutto il Cinquecento e Seicento venivano costruite sontuose ville con giardini sopraelevti. Qualche esempio? Villa D’Este a Tivoli, Villa Albobrandini a Frascati.
Dopo la metà del secolo scorso nel nostro Paese si è cercato di realizzare coperture a verde sul tetto ma, per problemi di materiali impiegati e soluzioni tecniche inadeguate, non veniva garantita l’impermeabilizzazione contro le infiltrazioni di acqua.
Nel Nord Europa, in particolare in Germania, dagli anni ‘60 si è sviluppata una tecnologia adatta e sicura, e sono stati inverditi milioni di metri quadrati di tetti senza che si siano verificate problematiche e relativi grattacapi.
I vantaggi
L’idea delle coperture a verde sta prendendo piede in Italia anche sotto la spinta della Bioarchitettura che ne valorizza i pregi:
- Grazie all’elevata capacità di accumulare,
trattenere e restituire in percentuale ridotta l’acqua all’ambiente, permette un migliore smaltimento di quella piovana e un abbassamento dei costi relativi.
- L’isolamento termico dovuto agli strati dell’inverdimento, abbassa i costi del riscaldamento invernale e del rinfrescamento estivo, consentendo un risparmio energetico.
- Migliora il microclima interno ed esterno e crea nuove superfici fruibili.
- Migliora l’estetica dell’edificio.
- Riduce l’inquinamento acustico (presentando superfici non omogenee ed essendo costituita da materiali con caratteristiche di assorbimento acustico) e quello atmosferico (assorbendo l’anidride carbonica, le polveri sottili ed altri contaminanti chimici).
- Ricrea un ambiente di vita per animali e piante.
- Prolunga la funzionalità e la vita media della copertura.
Diverse tipologie
Gli inverdimenti possono essere a verde estensivo e a verde intensivo. Il primo è un sistema caratterizzato da specie in grado di sopravvivere e svilupparsi con opere minime di manutenzione (prato selvatico con pochi arbusti) e si applica su coperture piane o inclinate. Il secondo è un sistema che richiede una media o alta manutenzione (giardino vero e proprio, con arbusti e alberi) ed è una struttura fruibile.
Per comprendere l’efficacia dei tetti verdi è interessante l’iniziativa della città di Tokio che obbliga, dal 2001, l’inverdimento di almeno il 20% delle coperture piane esistenti. Questa normativa è stata adottata per contrastare l’aumento di 3 gradi delle temperature medie annue, causato dall’effetto serra e dalla cementificazione.
A causa della forte urbanizzazione, le temperature medie notturne che prima calavano di 10-12 gradi, consentendo agli abitanti una migliore qualità del sonno, ora scendono di poco, rendendo necessario il condizionatore, proprio come sta accadendo nelle nostre città.
È possibile riprodurre un vero giardino calpestabile davanti alla propria porta di casa utilizzando uno spazio, una terrazza, un tetto e migliorare così l’estetica ma anche e soprattutto il benessere psicofisico. Preferireste del cemento che in estate supera gli 80 °C, oppure un bel giardino profumato e colorato a 25 °C?

     
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