Archivio

9.9.07. Alberi sul tetto per una vita migliore
8.11.06. Un mese per osservare
8.10.06. La modestia nei rapporti col vicinato
8.9.06. L’attrazione nasce in casa
20.7.06. La saggezza dell’acqua
29.6.06. Il cielo in una stanza
24.5.06. La soglia di casa
17.5.06. Con le spalle coperte
12.4.06. Fare spazio al vuoto
10.3.06. Un anno di stabilità
31.1.06. Al riparo dai pericoli
6.12.05. La casa che suona
10.10.05. I nodi di Hartmann
17.9.05. Geobiologia, l'energia della terra
17.7.05. Biourbanistica, quartieri di vita sana
15.6.05. Anche in pianura si può vivere
19.5.05. Torri ecologiche... quasi gemelle
18.5.05. Alla ricerca dei materiali perduti...
20.4.05. L'acqua è bene farsela amica
20.4.05. Più metri alla bioedilizia

 

La saggezza dell’acqua

Il feng shui possiamo diffonderlo, apprezzarne le qualità, applicarlo alla nostra casa, condividerlo con i nostri amici, ma insegnarlo no, non lo possiamo fare.

Come si può insegnare una cosa che ha le sue origini in una ricerca interiore? Senza questa ricerca fineremmo per ubriacarci di tecniche, esaurire la nostra forza, pretendere di fare gli esperti. La pianta rigogliosa del feng shui presto si seccherebbe. Per trasmettere il feng shui occorre prima aver trovato buoni maestri, i quali siano attenti soprattutto allo sviluppo interiore degli allievi. Successivamente occorre essere consapevoli del grado di sviluppo che si è raggiunto e trovare persone in grado di capire. A questo punto entra in campo l’autosviluppo, per proseguire nella marcia senza cedimenti. Passato questo stadio noi potremo finalmente abbeverarci alla sorgente del feng shui senza timore, lasciando sempre aperta la porta alla diffusione di questa disciplina.
Ogni situazione è sempre molto diversa dai modelli standard che libri o articoli cercano di chiarire. Un esempio è l’uso della fontana d’appartamento. L’acqua assorbe facilmente energia celeste, specialmente se è pulita, di sorgente, se è vicina a cristalli e se è calma. In molte case il nutrimento d’energia per gli abitanti è scarso o insufficiente, per questo l’esperto qualificato di feng shui consiglia l’uso di una fontana, posizionata in un punto determinato dalla bussola cinese, che smuove l’energia del cielo e produce determinati effetti. Supponiamo invece che gli abitanti di quella casa vogliano utilizzare il feng shui per migliorare il proprio autosviluppo, ovvero seguendo già un percorso preciso (yoga, zen, tai chi) volessero rinforzare le proprie conoscenze operando anche nell’ambiente circostante. Ecco che possono iniziare dall’uso dell’acqua nel feng shui. Ho scritto spesso dell’acqua nei miei articoli: l’ideogramma shui significa che il sito migliore dove vivere è alla presenza d’acqua. Nelle offerte agli dei nei paesi orientali una ciotola d’acqua è sempre presente. Ma anche nello sciamanesimo l’acqua è il più potente elemento magico, perché capace di assorbire e “ricordare” tutte le vibrazioni che attraversano il suo spazio. Partire significa dunque ritornare all’elemento primordiale alla base della vita.
Per attivare la vita bisogna darle dell’acqua. Noi siamo come degli assetati di conoscenza in un deserto: se troviamo un pozzo dal quale attingere dobbiamo fare attenzione prima di tutto che l’acqua non sia fangosa (la qualità dell’insegnamento) e premunirci che sia più pura possibile. Una via potrebbe essere quella di mettere acqua di sorgente in una ciotola, al centro della vostra tavola o sull’altare dei vostri “dei”, mantenerla pura, cambiarla spesso, recitarvi le vostre preghiere o fare sopra segni caratteristici della vostra via spirituale, offrire all’acqua dei petali di fiori o del sale, mettere dei cristalli sul fondo della ciotola.
Vi accorgerete che sarete visitati più spesso da amici e conoscenti. Essi non lo sapranno, ma come viandanti nel deserto si sentiranno attirati dalla stessa fonte di conoscenza. Qualcuno vi chiederà il motivo della presenza dell’acqua e della cura con cui voi la accudite. Queste domande valuteranno il vostro grado d’autosviluppo e dovrete rispondere senza insegnare. Sono persone in grado di capire? Vogliono entrare anche loro in un sentiero d’autosviluppo? Questo è un momento delicato, il rischio di fare l’insegnante senza aver maturato appieno le conoscenze è grande. Siamo arrivati ad un “koan”, il segnale per la presa di consapevolezza: è venuto il momento di mollare gli egoismi, rendersi disponibili agli altri e lasciarsi pervadere dalla conoscenza. Il feng shui insegna anche questo.
Riferimenti

     
    www.fsds.it