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Archivio
9.9.07. Alberi sul tetto per una vita migliore
8.11.06. Un mese per osservare
8.10.06. La modestia nei rapporti col vicinato
8.9.06. L’attrazione nasce in casa
20.7.06. La saggezza dell’acqua
29.6.06. Il cielo in una stanza
24.5.06. La soglia di casa
17.5.06. Con le spalle coperte
12.4.06. Fare spazio al vuoto
10.3.06. Un anno di stabilità
31.1.06. Al riparo dai pericoli
6.12.05. La casa che suona
10.10.05. I nodi di Hartmann
17.9.05. Geobiologia, l'energia della terra
17.7.05. Biourbanistica, quartieri di vita sana
15.6.05. Anche in pianura si può vivere
19.5.05. Torri ecologiche... quasi gemelle
18.5.05. Alla ricerca dei materiali perduti...
20.4.05. L'acqua è bene farsela amica
20.4.05. Più metri alla bioedilizia
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Geobiologia, l'energia della terra
Le energie della terra scorrono, spesso in modo sfavorevole all’uomo. La scienza secolare dei rabdomanti e la moderna geobiologia. Per conoscere e gestire le forze segrete della terra e delle acque...
E conoscenze degli antichi sulla localizzazione degli edifici erano basate sulle capacità di alcuni soggetti particolarmente sensibili di “sentire” alcune “energie” provenire dal sottosuolo. La direzione della facciata di una casa, come la sua grandezza, non era casuale. Se osserviamo la disposizione di alcune case di campagna, che in maniera imprecisa definiamo con la facciata a Sud, con una misurazione più precisa, noteremo che da una casa all’altra ci sono variazioni di angolatura, anche notevole. Queste conoscenze, che sono rimaste nella cultura popolare almeno fino agli anni 50 in Italia, si preoccupavano di orientare una casa, ma anche costruire un pozzo o piantare un albero, tenendo conto d’alcune “energie”, campi di forza, provenienti dal sottosuolo, che potevano sicuramente distruggere un’abitazione se era stata costruita senza alcuni accorgimenti. Alcuni soggetti erano specializzati nell’interpretare i segnali provenienti dal sottosuolo. Tradizionalmente chiamati rabdomanti essi erano in grado di percepire corsi d’acqua sotterranei anche a distanze notevoli, permettendo l’insediamento anche in condizioni ambientali difficili.
Chi abita in campagna avrà avuto modo di conoscere qualcuno di loro, che cerca l’acqua per la costruzione di un pozzo vagando per i campi con un orologio da tasca penzolante dalla mano, oppure arrotolando due astoni di nocciolo o salice correre spedito giù da una collina, o qualcuno più sensibile addirittura con le mani nude procedere a zig zag.
Secondo uno studio tedesco d’alcuni decenni fa le capacità di trovare l’acqua nei rabdomanti raggiungono il 70 per cento dei soggetti sottoposti a controlli incrociati a doppio cieco (né il soggetto sottoposto al test, né chi propone la sperimentazione devono conoscere i risultati, ndr). Sembrerebbe perciò una dote naturale innata molto precisa e specifica.
In realtà la sensibilità dei rabdomanti può essere sviluppata in ognuno di noi seguendo un addestramento specifico: non ci sono capacità speciali o doni soprannaturali, tutti sono in grado fisiologicamente di sentire l’acqua; e come dicevano i saggi cinesi l’uomo non possiede solo cinque sensi, bensì migliaia (i mille occhi del Buddha).
Questo è verificabile ogni volta che insegno l’uso della rabdomanzia nei miei corsi di Feng Shui. Un buon esperto Feng Shui moderno deve tenere conto anche delle scoperte fatte negli ultimi decenni sul rapporto che esiste tra l’abitazione e gli esseri viventi e la geobiologia è il tentativo di rappresentare sistematicamente la conoscenza del sottosuolo sviluppata dagli antichi e tramandata dalle culture popolari.
La geobiologia ha conosciuto nei secoli alterne vicende. I trattati di rabdomanzia in Occidente furono scritti nel XVII° secolo, soprattutto in Francia e in Germania, agli albori quindi della conoscenza scientifica di tipo sperimentale. All’epoca l’interesse era rivolto alla ricerca di filoni metalliferi. Il 90% di tutte le miniere europee ancora in funzione sono state scoperte da rabdomanti operanti in quel periodo. La giustificazione scientifica di tali capacità avviene però solo nell’Ottocento in corrispondenza dell’interesse, questa volta, della ricerca d’acque e petrolio negli Stati Uniti e in tutti i paesi coloniali, e ha seguito di pari passo la rivoluzione scientifica della scoperta dell’elettricità, del magnetismo e della radioattività. Man mano che nuove teorie sull’origine di fluidi terrestri si condensava in modelli della terra, si accentuava la ricerca delle interazioni tra esseri umani e la terra, ricercando l’origine delle malattie nella perturbazione di questo rapporto.
Il modello che vige fino ad oggi tiene conto delle attuali ricerche geofisiche nell’ambito della tettonica e della ricerca di siti petroliferi.
Purtroppo dal 1992 non esistono più ricerche scientifiche in questo campo. E la stessa bioarchitettura, che tanta importanza dà alle emissioni dei materiali, all’influenza dei campi elettromagnetici artificiali, al gas radon, sta emarginando la geobiologia a campo di premesse non supportate da verità sperimentali.
La bioarchitettura, che ha avuto dalla geobiologia il primo stimolo per una terapia dell’habitat, teme adesso l’accostamento con la geobiologia, a causa forse di un troppo recente riconoscimento della bioarchitettura in ambito accademico. Questa mancanza di rispetto per coloro che l’hanno fatta nascere si è riversato anche sul Feng Shui, sulla teoria steineriana delle influenze cosmiche sulle costruzioni, e su tutte le più antiche tecniche costruttive, l’etnoarchitettura o architettura vernacolare, riducendone il loro apporto o nascondendole sotto falso nome, come la recente nascita della bioclimatica.
Questo impoverimento culturale della bioarchitettura porterà sicuramente ad un’omologazione e al fallimento dei suoi obiettivi, vale a dire l'impossibilità nella civiltà occidentale di costruire una casa in equilibrio con l’ambiente, ma ancora più importante ricostruire una nuova alleanza tra uomo e natura.
Acqua “sangue della terra”
Le correnti d’acqua sotterranee provocano una corrente d’elettricità misurabile in superficie. Le cariche negative si fissano al sottosuolo. Le cariche positive, più piccole scorrono liberamente. La differenza di potenziale che deriva dallo scorrimento (10 metri il giorno) provocano le deboli correnti elettriche misurabili.
L’irraggiamento di microonde (raggi gamma) si amplifica per effetto di minerali nel suolo. Questo maggiore irraggiamento si rivela nocivo per gli esseri viventi. Esso si rivela più forte sulle rive del corso d’acqua e al suo esterno. Può essere registrato per corsi d’acqua fino a trecento metri di profondità. A causa del mancato sfregamento tra potenziali elettrici i corsi d’acqua superficiali presentano un potenziale elettrico appena marcato.
L’effetto è diverso se le acque sono pure o piovane (effetto isolante) mentre le minerali sono più conduttrici dal momento che hanno sali disciolti, quindi ioni positivi e negativi. Non tutti i corsi d’acqua sono patogeni: fino a pochi anni fa il Gange a Benares misurava un’assenza di germi per un raggio di 300 miglia. Le acque miracolose (le acque di Luce) la cui temperatura è vicina a 4° gradi C alla sorgente, presentano vortici destrogiri che distruggono i batteri.
Secondo la geobiologia, i corsi d’acqua Est-Ovest sono nocivi, mentre quelli che percorrono la direzione Nord-Sud sono neutri, sempre considerando l’emisfero di riferimento, per il verso dei mini-vortici.
L’acqua può drenare cariche radioattive depositandole però sulle argille plastiche, marne, ghiaia delle cavità sotterranee diventando così a loro volta emittente. Le cavità sotterranee sono quindi amplificatrici dell’irraggiamento dell’acqua. Se l’acqua sotterranea è inquinata da residui chimici o organici, provenienti da acqua usate (pozzi di scarico, fogne, pozzi neri, cimiteri) la patogenicità è accentuata.
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